Come muoversi nel blog

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domenica 3 ottobre 2010

I matti - De Gregori

Mi sembra una vita che non aggiorno il blog, quella che sta finendo è stata un settimana intensa e così saranno le prossime, quindi abbiate pazienza se ci metto tanto a pubblicare i suggerimenti :P

I prossimi due post sono praticamente già fatti, ringrazio infatti Mauro che mi ha fornito canzoni e commento, entrambi non banali, lascio quindi a lui la parola.


"Il tema sociale trattato da De Gregori ha avuto anche recenti riprese come per esempio nella canzone di Simone Cristicchi "Ti regalerò una rosa". Tuttavia Ciccio De Gregori riesce ad animare quei silenzi, quegli occhi bassi di noi spettatori distratti che preferiamo non guardare queste entità senza identità che "attraversano il mattino appoggiati ad un fiasco di vino". In altre parole nessuno osservando i matti dovrebbe dire non è un problema mio, e invece ignoriamo il tutto concentrati su di noi sui nostri bisogni "Tanto se strillano chi li sente, tanto se strillano che fa"."








I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia.
A caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti.
I matti vanno contenti a guinzaglio della pazzia,
a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia.
I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città,
anche se strillano chi li sente, anche se strillano che fa.
I matti vanno contenti, sull'orlo della normalità,
come stelle cadenti, nel mare della Tranquillità.
Trasportando grosse buste di plastica del peso totale del cuore,
piene di spazzatura e di silenzio, piene di freddo e rumore.
I matti non hanno il cuore o se ce l'hanno è sprecato,
è una caverna tutta nera.
I matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato
e a una moglie portata via da chissà quale bufera.
I matti senza la patente per camminare,
i matti tutta la vita, dentro la notte, chiusi a chiave.
I matti vanno contenti, fermano il traffico con la mano,
poi attraversano il mattino, con l'aiuto di un fiasco di vino.
Si fermano lunghe ore, a riposare, le ossa e le ali,
le ossa e le ali, e dentro alle chiese ci vanno a fumare,
centinaia di sigarette davanti all'altare.

11 commenti:

  1. De Gregori mi urta solo a leggere il nome... Mai piaciuto. :)

    Ciao Suali. :)*

    LeNny.

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  2. Uh! rispetto tutti i gusti, però devo ammettere che la cosa mi sorprende..anche se nemmeno io impazzisco per lui, però ci sono alcune sue canzoni che incornicerei :P

    Ciao LeNny :D

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  3. @Lenny. Cosa è struggente? Esiste o no un'oggettività dello "struggimento"? Il fatto che un autore possa più o meno piacere è del tutto secondario. Questa canzone provoca qualcosa nel mio cuore per la sua musica o per i suoi contenuti? In altre parole, mi fa stare un po' male? Questa è la domanda. Come te per De Gregori, mi rifiutavo di ascoltare Marco Masini, ma in un particolare momento della mia vita per caso la radio in auto passava "Lasciami non mi lasciare", rimasi folgorato, quella canzone descriveva ciò che io stavo provando in quel momento. Se avessi cambiato stazione pregiudizialmente non avrei mai immaginato che Masini potesse avere una canzone così bella.
    Questo blog è pieno di canzoni che per i miei gusti musicali non avrei mai ascoltato e invece ho trovato bellissime. E' qui la forza di Suali e del suo blog, dare la possibilità di incontro a gente totalmente diversa, per età e gusti, sul terreno comune dello struggersi per il dolore d'amore e non solo. E' per questo che io non mi permetto mai di criticare nessuna scelta.
    Mauro

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  4. @Anonimo/Mauro?

    E quindi? Dove vuoi arrivare? Non mi pare di aver mai criticato nessuna scelta... A volte si parla senza collegare il cervello, vero?

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  5. A me invece piace De Gregori e questa canzone è uno splendido esempio della sua creatività artistica. Tra le canzoni legate al sociale questa è sicuramente una di quelle che mi piacciono di più perchè sia musicalmente che a livello di testo mi coinvolge emotivamente in pieno.

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  6. @Lenny. E' probabile che il mio cervello sia scollegato, mi dispiace rispondere sul blog di una persona che stimo e chiedo scusa per questo, ma i toni incivili che sono stati usati mi costringono a rispedire al mittente l'offesa, con l'invito a Lenny a ricollegare il suo di cervello perchè non solo non ha colto il senso del mio ragionamento, ma neanche coglie il senso di ciò che afferma se non riesce a comprendere che dire di non poter neanche sentire il nome di De Gregori equivale a porre in discussione la scelta di Suali.

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  7. @Suali:

    È diverso tempo che frequento il tuo Blog e ci teniamo in contatto. Mai capitato di avere discussioni con nessuno ma visto l'uscita del signor Mauro, il quale ancora adesso non ha collegato il cervello e sindaca la mia risposta (e so benissimo che TU hai capito il senso), tolgo il disturbo. Non ha senso venire qui a discutere con uno sconosciuto vestito da professorino che interviene su quanto ci scriviamo senza conoscere nulla.

    La mia mail la conosci...

    :))***

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  8. Che mi si combina qui dentro (lo dico con tono sereno)? l'importante è che questa piccola discussione sia terminata, anche perché forse non sembra, ma io sotto sotto mi affeziono ai lettori che commentano e partecipano al blog, quindi senza entrare nel merito del diverbio mi fa piacere vedere che la situazione sia tornata normale.

    @Circoitalia: sei capitato in uno strano momento, ma grazie del commento, in fondo non sta anche in questo lo spessore di un artista? cioè la capacità di essere non banale, di far riflette e al contempo emozionare :)

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  9. Io non ho offeso nessuno, se Lenny si fosse risparmiata quella battuta sul collegamento del cervello non sarei mai intervenuto. Comunque chiedo scusa io a questo punto.

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  10. Io apprezzo, ma ci tengo a sottolineare che io personalmente non me la sono presa, più che altro mi sono sentita un attimo in imbarazzo pur non essendo coinvolta direttamente, un po' come si sentirebbe una padrona di casa quando due suoi ospiti non vanno d'accordo, può sembrar strano ma è così.

    Detto questo, mettiamoci una pietra sopra :)

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  11. mi colpisce di questo testo il senso di solitudine che poi è frutto dell'emarginazione/autoemarginazione, un cane che si morde la coda, un circolo vizioso da interrompere

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C'è un sentimento in particolare che questa canzone ti provoca? un ricordo? hai una interpretazione particolare? sarò più che felice se vorrai condividerla con me e i lettori di questo blog :)

Se hai dei suggerimenti per favore usa la sezione apposita: Suggeriscimi una canzone così riesco a tenerne traccia :)