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Visualizzazione post con etichetta Luigi Tenco. Mostra tutti i post
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domenica 8 luglio 2012

Un giorno dopo l'altro - Luigi Tenco

Grazie a Gabriale per questa canzone da lui stesso introdotta:  
Triste la situazione di chi (quasi tutti) crede di poter costruire il proprio destino ma la nave che doveva portarlo verso il futuro lascia il porto senza di lui, guardandosi alle spalle si vede un avvenire mai vissuto e si spera solo per abitudine. (mammamia!!!!!!!!!!) Musica del vero Luigi Tenco

Era da un po' che volevo inserirla, ma non era il momento giusto, ora sì. Proprio in questo periodo infatti sto facendo un mini bilancio, mi accorgo che spesso i giorni mi passano troppo in fretta mangiati dalla forza delle abitudini, sono tante le cose che vorrei fare, tante le cose che mi scivolano via e allora da qui mi sorge un'altra domanda, quali sono quelle cose di cui un giorno mi pentirò di non aver fatto? Tante sono le cose che volevo fare e non ho fatto di cui adesso non mi importa nulla, e allora?
Di una cosa sono certa, la protenzione al futuro è necessaria, ma l'attesa di una qualcosa di migliore rischia di rende il presente un luogo insipido. Forse è questa la vera sfida di ogni giorno, trovare del buono nel presente. Di aforismi sul tema ce ne sono a iosa, ve li risparmio.

Insomma, questo è quello che mi è venuto in mente ascoltandola, spero che anche a voi questa canzone faccia riflettere. Date un'occhiata anche qui

 

Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

venerdì 19 febbraio 2010

Ciao amore ciao - Luigi Tenco

Avete visto ieri sera Sanremo? Io non l'ho visto tutto, ma hanno riproposto alcune canzoni storiche delle passete edizioni di Sanremo reinterpretate da cantanti come Elisa, Mannoia, Bennato e altri.

In particolare Edoardo Bennato ha voluto rendere omaggio a Luigi Tenco, non so voi, ma io mi emoziono quasi sempre quando si parla di Luigi Tenco e in particolare di questa canzone per la storia drammatica che si è intrecciata con essa, infatti fu proprio dopo l'eliminazione di questa che Luigi Tenco "si sparò", ma per chi volesse approfondire io vi invito vivamente a leggere "Le 5 prove dell'omicidio di Luigi Tenco" il modo più giusto per ridargli dignità.


Torniamo alla canzone, siamo nel 1967, diciassettesima edizione del Festival di Sanremo, Tenco si presenta con Dalida (pare che fu quest'ultima a convicere Tenco ad andare a Sanremo), ognuno proponendo una propria interpretazione dello stesso brano (funzionava così allora), testo critico verso la società, dove una persona è costretta a lasciare la campagna e la persona amata per andare a lavorare in città.

Mi piace molto come viene descritta la campagna:
La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.

Legata alle incertezze del tempo:
Guardare ogni giorno
se piove o c'e' il sole,
per saper se domani
si vive o si muore


E poi la città, dove riprende sempre l'immagine della strada, ma adesso sono tante e tutte grigie, un grigiore non solo legato al colore dell'asfalto:
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.



Questa è la registrazione audio della sua interpretazione a Sanremo:

Purtroppo a quanto pare il nastro con la sua esibizione è andato perduto...

Qui Dalida sempre per l'esibizione sanremese:



Ed infine un'intervista a Dalida, la prima volta che l'ho vista l'ho trovata veramente ingiusta, farle domande su un argomento così deliato e doloroso e rendere tutto pubblico, rimane però una testimonianza di quanto amasse Luigi Tenco (pare infatti che tra i due ci fosse una relazione): qui.


La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c'e' il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent'anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.

venerdì 20 febbraio 2009

Lontano lontano - Luigi Tenco

Canzone meravigliosa e indimenticabile di un artista scomparso troppo, troppo prematuramente.


Voglio far presente anche la versione francese tradotta personalmente e cantata da Dalida:






Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t'amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po' in giro
E lontano lontano nel tempo
l'espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.


Steven Brown ha fatto una versione in Inglese di questo brano, non ho trovato il testo in rete, ma da quello che sento mi sembra proprio una traduzione letterale.
English version of Lontano Lontano by Steven Brown: